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Occhi puntati sul Luxe Pack di Monaco, l’evento sul packaging del lusso

Se volete scoprire le tendenze della stagione e le novità del mondo del packaging per il settore lusso questo è l’evento da segnare in agenda.

Dal 30 settembre al primo ottobre 2019 i riflettori sono puntati sul Luxe Pack, una delle fiere più interessanti dell’anno per chi lavora nel settore del packaging design in ambito lusso. Non importa il mercato di riferimento: al Luxe Pack di Monaco, che si tiene al Grimaldi Forum, si parla di pack di gioielli, orologi, profumi, cosmetici, cibo e vini ma dal punto di vista della presentazione del prodotto, perché se è vero che l’abito non fa il monaco di certo è questo il primo modo per attirare l’attenzione di un certo tipo di pubblico.

Speaker di livello internazionale ed esperti di settore saranno chiamati a raccontare in panel e workshop la loro esperienza nel settore wine&spirit, beauty e gioielleria e soprattutto i trend che verranno e che rivoluzionano, anno dopo anno, il mondo del packaging del settore lusso.

Conferenze, eventi e una area espositiva a tutto innovazione fanno il resto: il Luxe Pack per chi opera in questo contesto è davvero il punto di riferimento per scoprire le tendenze del packaging e capire come si evolve la percezione dell’acquirente in un mercato dove spesso non è il prezzo a comandare i flussi di acquisto.

Noi di tech:art sappiamo bene quanto un pack possa fare la differenza e quanto possa cambiare la percezione e l’aspettativa rispetto a un prodotto sia su un punto vendita e dunque in contesto retail che per il lancio di nuove referenze o eventi e per questo seguiremo le news in arrivo da Luxe Pack, una delle fiere di settore più calde dell’autunno.

Maggiori informazioni sull’evento e su come partecipare: https://www.luxepack.com

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Brand e identità visiva, lo speech di tech:art al Brand Talks di Forestae

Siamo andati a raccontare la nostra durante l’evento organizzato da Forestae da Toolbox a Torino, insieme agli esperti di Interpatent e alla case history di uno dei brand con l’identità aziendale più forte della città.

Quando ci si mette, Torino è un nido di eventi culturali e settoriali incredibile, un hub di incontri nei punti più caldi della città. Uno di questi è Toolboox, il coworking che raccoglie il meglio degli appuntamenti legati al mondo della comunicazione: a giugno 2019 anche noi di tech:art abbiamo preso parte a Brand Talks, la rassegna organizzato da Forestae sul tema dell’identità di marca e del retail. Brand Talks ha aperto il dibattito su storie e best practice su come si promuove e si conserva l’anima di brand e punto vendita dal punto di vista visivo: noi di tech:art insieme a Interpatent, che ad oggi tra i più importanti Studi italiani di consulenza in proprietà intellettuale e al brand Girarrosti del Gruppo Santa Rita abbiamo detto la nostra su come un prodotto può essere riconoscibile senza mai perdere di vista il proprio percorso.

L’intervento di Francesco Aceto a Brand Talks

Nel suo intervento Francesco Aceto del team Business Development di tech:art ha spiegato cosa si nasconde dietro le dinamiche promozionali che si mettono in atto in un punto vendita: ormai non basta attirare le persone con visual accattivanti e packaging innovativi per convincerle ad acquistare ma sempre di più la scelta passa per vie emozionali e tecnologiche che non possono essere ignorate da chi lavora nel settore.

Parola chiave: innovare. Solo innovando garantisci all’azienda crescita, profittabilità e margine di successo nei periodi più duri.

Francesco Aceto, Business Development tech:art

L’intervento del nostro Francesco spiega come si mescolano queste esigenze, come si costruisce la brand identity attraverso progetti che si declinano su più livelli, dalla prototipazione al pack fino al passaggio nel punto vendita.

La creatività non è costituita dall’idea in sé ma dal modo in cui il negozio è stato pensato e arredato

Alberto Furno, European Trademark Attorney Interpatent

Al Brand Talks però non eravamo gli unici a dire la nostra su identità visiva e di brand: Giuliana Coluzzi e Micaela Grosso del Gruppo Santa Rita, realtà che a Torino non solo ha costruito un’immagine riconoscibile ma anche una rete di retail che funziona, hanno raccontato cosa si nasconde dietro un progetto di successo come il loro che in 55 anni ha visto esplodere il marchio in 22 punti vendita sparsi per il territorio.

Il potere dell’immagine di un brand parte dalla necessità di costruire un’identità aziendale che concilia il passato, punto di forza dell’azienda, il presente e il suo futuro.

Micaela Grosso, Ufficio Stampa Gruppo Santa Rita

Interpatent, dall’alto della sua esperienza nello studio di casi sulla proprietà intellettuale ha invece offerto un punto di vista giuridico e legale su come si preserva il layout dei negozi quando un’idea creativa viene minacciata da un altro progetto.

Forestae ha incrociato le sue competenze in digital e comunicazione visiva per presentare una nuova idea di brand identity, che prende spunti dal passato e dai trend che hanno fatto grande il settore negli anni ’80 e li mescola alle aspettative del cliente di oggi.

L’identità di brand non è altro che la somma delle percezioni che gli acquirenti hanno di lui.

Simone Paoli, Art Director Forestae

Cosa ci rimane di questa esperienza al Brand Talks insieme a queste 3 grandi realtà torinesi? Due parole chiave, innovazione e tradizione: un modo per guardare al passato ma anche di strutturare un futuro che mette al centro l’identità visiva del brand senza dimenticare da dove è partito.

Keep Out e tech:art, un progetto che punta sull’estetica e la praticità

Oggi vi raccontiamo la storia dell’azienda al femminile Keep Out, fondata nel 2014 dalla giovane imprenditrice Stefania Gagliardone e portata avanti da un team di donne creative e di professionisti del settore gioielli. Ve la raccontiamo perché storie di imprenditoria in rosa come questa vanno sempre esaltate, soprattutto se portano alta la bandiera del made in Italy in tutto il mondo, ma anche perché noi di tech:art abbiamo avuto modo di lavorare insieme a Keep Out su un progetto che è nato per mettere in luce i prodotti del brand quando porta il suo mondo al di fuori dei suoi flagship.

L’allestimento di tech:art per Keep Out al VicenzaOro, con i nuovi espositori fustellati in forex bianco e forex nero da 3mm con piedino sulla volta, stampa sul fronte, con SIT Dimensioni A5 e A4 a seconda che espongano catenine o braccialetti

Il cuore e simbolo dell’azienda Keep Out è il ditale, declinato sotto forma di gioiello prezioso e portafortuna, un’icona in arrivo dall’antica tradizione dell’America Latina per cui regalarlo portava amore e protezione. La sfida di tech:art è stata quella di metterlo in luce in fiera, con espositori in forex e allestimenti che potessero esaltare la bellezza dei prodotti.

L’allestimento di tech:art per Keep Out al VicenzaOro, con i nuovi espositori fustellati in forex bianco e forex nero da 3mm con piedino sulla volta, stampa sul fronte con SIT Dimensioni A5 e A4 a seconda che espongano catenine o braccialetti

L’esigenza principale quindi è stata quella di esaltare la storia così bella di questa azienda, i colori dei suoi prodotti mixando queste esigenze con l’efficienza e la praticità di trasporto dei supporti oltre che la loro bellezza estetica.

Chi meglio del team di Keep Out può raccontare l’esperienza con tech:art e il valore aggiunto di un progetto nato per esaltare la magia e la storia dei suoi prodotti? Abbiamo fatto alcune domande al team di Keep Out sulla collaborazione proprio per scoprire i retroscena!

La vostra è un’azienda che punta molto all’estetica e alla bellezza non solo del prodotto ma anche del modo in cui viene valorizzato: come avete bilanciato queste due necessità insieme a tech:art?

Eravamo alla ricerca di nuove idee per i nostri espositori, che coniugassero estetica e funzionalità, con una soluzione leggera e facile da trasportare. La soluzione che ci ha proposto tech:art soddisfa tutte queste esigenze, valorizzando il prodotto su di un supporto elegante ma anche molto leggero e stabile.

Il ditale rivisitato in chiave goiello è la cifra stilistica del vostro lavoro. La soluzione trovata insieme a tech:art per metterlo in mostra il più possibile è elegante e minimal, cosa ne pensate del risultato?

Siamo molto soddisfatte del risultato e della soluzione di stampa su supporti sia bianchi che colorati, che mantengono così la nostra identità cromatica ed esalta i dettagli dei nostri gioielli.

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Creative Quote of the Week #1


Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati

Michael Jordan

La citazione del giorno ce la offre un campione indiscusso, che di successi e record ne sa qualcosa: non è un collega che lavora nel settore creativo e neanche un manager di un’azienda votata al team building, ma un eroe del basket, ovvero Michael Jordan. Perché abbiamo scelto lui per il capitolo #1 della nostra rubrica sulle parole famose a tema creatività, lavoro di squadra, innovazione che troverete spesso su questo blog? Perché è un ottimo esempio di come queste tre keyword si possano applicare a tutti i settori e stiano bene praticamente a qualsiasi cosa le si associno: sono universali, sono univoche e allo stesso tempo evocative di tanti significati diversi. Le parole sono importanti e quando in sé contengono 3 caratteristiche così ingombranti bisogna tenersele strette e usarle più che si può, nella vita privata e nel lavoro.

Michael Jordan era un campione e verrà ricordato per i suoi salti incredibili sotto canestro, ma lui con le parole che abbiamo scelto per inaugurare questa rubrica vi racconta un’altra storia: senza i compagni di squadra sarebbe riuscito a diventare una leggenda? Senza uno schema, senza l’unione, avrebbe brillato così tanto entrando nel firmamento delle stelle dello sport?

Qui in azienda abbiamo un’idea precisa su cosa voglia dire portarsi a casa i risultati insieme: il nostro campo è la sede operativa, la palla sono macchinari e i materiali, la squadra è il team dei nostri reparti creativi e produttivi e il risultato non sono punti su un tabellone ma la soddisfazione del cliente. Questi 4 elementi possono esistere da soli? Forse sì, ma il risultato non sarebbe lo stesso, magari meno performante, sicuramente diverso da quello a cui siamo abituati. Se lo dice Michael Jordan che di squadre e campionati ne sa qualcosa, bisogna crederci e la metafora della vita quotidiana in un’azienda che si ciba di pane e creatività come la nostra come una partita di basket ci piace perché è vera e perché celebra il team e i suoi super poter e non il singolo, anche se è una specie di leggenda.

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Innovazione, creatività e passione, i 3 ingredienti di tech:art

Siamo creativi, siamo affidabili e non ci stanchiamo mai di imparare. Oggi vi raccontiamo cosa si nasconde dietro i progetti e i macchinari hi-tech della nostra azienda.

C’è un momento della giornata, quando stiamo per spegnere il pc e i macchinari e siamo pronti per tornare a casa dopo il lavoro, in cui ci fermiamo a pensare a quello che abbiamo fatto. Un viaggio a ritroso tra i progetti, i clienti, le telefonate e le consegne del giorno (e anche le difficoltà, d’altronde quelle sono ovunque, no?) che ci fanno concludere con un pizzico di soddisfazione la giornata. Capita a tutti? Sì, se si è fortunati e si lavora in un’azienda in cui passione fa rima con innovazione. Può sembrare banale, ma il nostro lavoro è prima di tutto questo: cambiare per migliorare ogni giorno, senza dare nulla per scontato.

A noi di tech:art fare sempre le stesse cose non piace: perfezioniamo quello che sappiamo già di continuo per offrire ai nostri clienti un risultato perfetto e lo facciamo tutti i giorni, prima di spegnere quel famoso pc e le macchine che ci aiutano a fare il nostro lavoro.

Se questo fosse un viaggio e dovessimo creare una mappa di parole chiave per aiutarvi a conoscerci meglio, inizieremmo da queste 3: innovazione, creatività e passione. Ci aggiungeremmo tanta, tantissima ricerca per elaborare soluzioni nuovissime da proporre ai nostri clienti. Idee e progetti sarebbero le parole finali della nostra mappa: venite a fare questo viaggio dentro tech:art con noi?

Siamo innovativi

Non ci fermiamo davanti alle cose che conosciamo (e in quasi 20 anni di storia ne abbiamo imparate tante) ma andiamo sempre oltre per sbirciare nel futuro e portarne un po’ a Trofarello (TO), dove si trova la nostra sede operativa.

Pensiamo a tutto

Che sia un allestimento per un punto vendita o l’immagine coordinata di un’azienda, abbiamo le mani in pasta per poter realizzare mille progetti dall’inizio alla fine. La GDO e la stampa commerciale a supporto della promozione della rete di vendita non ha segreti per noi e amiamo mettere a posto ogni pezzo del puzzle.

Siamo creativi

Il cliente arriva con la sua idea, noi la seguiamo passo passo, come un filo rosso da non abbandonare mai durante il cammino e ci aggiungiamo un pizzico di creatività e tutta l’esperienza di cui siamo capaci. In tech:art lavoriamo così e il percorso insieme ai nostri clienti funziona sempre, come una danza in cui nessuno si pesta i piedi.

Siamo appassionati

Ci metteremmo lo stesso impegno se non ci piacesse il nostro lavoro? Probabilmente sì, perché siamo in azienda siamo in 40, tutti con professionalità e background diversi e di spessore. Ma ci divertiremmo così tanto mentre lavoriamo? Non ne siamo sicuri.

Facciamo tanta ricerca

Nel cuore del nostro tech:art lab nascono idee innovative, frutto di una ricerca continua: dai mockup al packaging fino ai prototipi che aiutano e supportano il cliente nel suo lavoro e ci rendono orgogliosi del fatto che non ci fermiamo mai.

Le idee frullano a mille

Che cosa è un’idea, se non flash improvviso che nasce in testa e finisce fuori, trasformandosi in un progetto vero e proprio, tangibile e misurabile? Noi mescoliamo le nostre con quelle dei nostri clienti e il risultato è un’esplosione di creatività.

Ci piace progettare

I nostri food mockup che nascono nel nostro LAB a scopi pubblicitari e ricalcano prodotti alimentari in commercio sembrano talmente veri che viene voglia di morderli sul serio. I nostri progetti sono così: si muovono in bilico tra finzione e realtà e il loro bello è proprio questo.

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